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CRONACA - TORINO
data articolo21 febbraio 2012

No Tav, Caselli: "Vogliono impedirmi di parlare. C'è clima di odio"

No Tav, Caselli: Vogliono impedirmi di parlare. C'è clima di odio
Torino - Dopo l'annullamento - a Milano e Cormano - della presentazione del suo libro "Assalto alla giustizia" per l'annuncio di forti contestazioni da parte dei No Tav, il procuratore generale di Torino, Gian Carlo Caselli, denuncia l'impossibilità di esprimersi liberamente.
In un'intervista al Corriere della Sera, Caselli ha affermato: "Ormai non ci sono più solo le minacce e gli insulti, ma scritte sui muri che trasudano odio. A Torino e in altre città sono preso di mira sistematicamente, vogliono impedirmi di parlare e questo non è degno di un Paese civile". 

Il procuratore ha spiegato di non voler offrire occasioni di pubblicità a chi vuole imporre il silenzio e nemmeno darla vinta ai violenti, ma ha dichiarato che quanto accaduto "è solo il sintomo che viviamo in un Paese che sta cambiando in modo pericoloso". "Non c'entra il dissenso, siamo molto al di fuori della legittima divergenza di opinioni. Fatte le debite proporzioni - aggiunge Caselli - questi episodi mi ricordano i familiari dei camorristi che circondando le auto delle forze dell'ordine per impedire gli arresti dei loro congiunti".

Sul tema degli arresti dei militanti No Tav Caselli ha ribadito che la protesta anche energica è e resta legittima ma la violenza organizzata no: "Sostenere che la nostra inchiesta criminalizza il movimento è come dire che chi persegue uno stupro criminalizza il sesso".
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